a cura di Raven
Gli anni Ottanta verranno sicuramente ricordati, da centinaia di migliaia di appassionati, come una vera e propria golden age dei giocattoli, ma tutto ciò non sarebbe mai accaduto se non fossero intervenuti la legge e l’interesse a metterci lo zampino. La legge, come spesso accade quando si tratta di business, è quella americana; ma cominciamo dall’inizio.
Nel 1969 la Mattel debuttò con un cartone animato in cui erano protagoniste le sue “Hot Wheels toy cars” e lo show, naturalmente, non era altro che uno spot pubblicitario lungo trenta minuti. La cosa giunse all’attenzione della Commissione Federale per le Comunicazioni che giudicò “sinistro” l’uso dell’animazione per veicolare un prodotto commerciale rivolto ai bambini, fosse pure un giocattolo, e decretò la cancellazione della serie stabilendo che non era lecito produrre giochi basati su cartoni animati. Il mondo dei giocattoli come lo conosciamo oggi, dunque, non sarebbe mai esistito.
Nel 1980, però, il gruppo General Mills lanciò un breve cartone intitolato “Welcome to the World of Strawberry Shortcake”, palesemente ispirato all’omonima linea di bambole, e l’America cominciò ad abituarsi all’idea che l’animazione potesse essere usata per promuovere un prodotto. Le pressioni della Disney e della Hasbro fecero il resto. Così, nel 1983 la FCC ribaltò la sentenza di quattordici anni prima, spianando la strada alle serie tv che hanno creato il mito e il divertimento di tanti ragazzi: nello stesso 1983 debuttano i G.I. Joe e i Masters of the Universe, nel 1984 i Transformers, nel 1986 My Little Pony.
E’ però del 1985 la realizzazione di una linea di giocattoli destinata a diventare per migliaia di fan un vero e proprio oggetto di culto al pari di quest’ultime. Un’importante produttrice del settore, la Kenner, conosciuta fino ad allora per la serie di giochi ispirata da “Guerre Stellari” decide di lanciare un nuovo prodotto che assumerà l’acronimo definitivo di M.A.S.K. - Mobile Armored Strike Kommand (con quella K che è una “licenza grammaticale” piuttosto vistosa).
Una nuova stella era nata nel panorama, allora ricchissimo, dei giocattoli made in USA. Una stella che, pur non conoscendo il medesimo planetario successo di alcune sue concorrenti, brillò per ben tre anni dando vita a ben quattro serie di giocattoli, la maggior parte delle quali “spin-off” degli omonimi cartoons. Questi ultimi furono affidati ad una piccola casa di produzione, la DIC, e cominciarono a popolare gli schermi televisivi degli States il 16 settembre del 1985 per terminare nel 1988. Settantacinque gli episodi totali di cui 65 appartenenti alla serie classica e 10 alla cosidetta “Racing Serie”.
A fronteggiarsi sul campo due opposte squadre secondo la distinzione classica tra buoni e cattivi: da una parte il M.A.S.K. capitanato da Matt Trakker, miliardario biondissimo e al servizio dell’umanità, dall’altra gli agenti malvagi del V.E.N.O.M., altro acronimo per Vicious Evil Network Of Mayhem, capegiato, appunto, da Miles Mayhem.
Particolari caschi caricati dall’energia di un misterioso cristallo, conferiscono a ciascuno dei contendenti poteri particolari, come quello di innalzare oggetti, proiettare ologrammi, lanciare onde soniche, etc; ma la vera gioia dei fan saranno i veicoli di cui sono forniti i personaggi: moto, auto, camion, motrici, jeep, sidecar, pick up, in grado di trasformarsi in altri veicoli o comunque di diventare delle pericolose macchine da guerra.
Gli inizi e le ragioni dello scontro, come pure della tecnologia che è alla base dei mezzi usati sia dal M.A.S.K. sia da V.E.N.O.M. non è raccontata nei cartoni animati, nè tantomeno dai fumetti che la DC dedicò alla serie e le cui uscite si conclusero ben presto (tranne che in Inghilterra dove conobbero un buon successo). Per risalire alle origini della battaglia, infatti, bisogna far riferimento a uno dei tre mini-book che vennero allegati ai giocattoli, in cui si narra l’amicizia iniziale fra Trekker e Mayhem e la loro collaborazione allo sviluppo della tecnologia trasformativa dei veicoli.
Una ricerca portata avanti con scopi pacifici soprattutto dal fratello di Matt, Andy. L’ambizione di Mayhem lo spinge però a rubare metà dei progetti, che daranno vita ai mezzi di V.E.N.O.M., e ad appiccare il fuoco al laboratorio; causando così la morte di Andy. E’ forse interessante notare che i M.A.S.K. furono e sono giudicati una sorta di ibrido tra i Transformers e i G.I. Joe. Se questo è vero dal punto di vista della strategia commerciale che puntava a realizzare una serie di giocattoli di successo che sfruttasse i punti di forza dei rivali della Hasbro, lo è molto meno sul piano dell’ispirazione.
E’ difficile non vedere una matrice bondiana nella capacità bellica delle auto, così come nei meccanismi realizzativi: l’ariete e il sedile eiettabile di Rhino sono davvero simili ai medesimi dispositivi dell’Aston Martin DB 5 di 007, così come la trasformazione della Lotus Esprit del film “La spia che mi amava” in sottomarino è praticamente identica a quella del mezzo “Shark” - l’unico a non essere realizzato come giocattolo e dunque divenuto leggendario tra i fan - per non parlare di Manta che ricorda molto da vicino l’auto volante di Francisco Scaramanga, altro personaggio bondiano, nel film “L’uomo dalla pistola d’oro”. Certamente nella creazione di questa splendida linea di toys, capolavoro di meccanica e automazione, confluirono anche le precedenti esperienze produttive della Kenner.

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Con la serie “Split Second”, senza dubbio la peggiore sotto il profilo qualitativo, in cui il singolo mezzo era in grado di dividersi in due distinti veicoli d’attacco, il successo dei M.A.S.K. cessò. Nonostante ciò, l’idea e l’elevato standard costruttivo che stava dietro ai giocattoli è stato largamente riutilizzato fino ad oggi. Basti pensare, solo per citare degli esempi, al sidecar lanciabile del Joker, il nemico di Batman, prodotto dalla Toy Biz nel 1990; ai tanti veicoli della serie dedicata all’Uomo pipistrello dalla stessa Kenner; a quelli della nuova linea G.I. Joe Sigma della Hasbro; alla recente linea Action Man Atom.

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Un nuovo interesse collezionistico, a partire dalla fine degli anni Novanta, li ha riportati in auge tanto in America che in Europa e molti appassionati sperano in una riedizione dei veicoli così come successo a più celebri linee di giocattoli in tempi recenti. Forse ciò significa solo farsi delle illusioni, ma, dopotutto, come ci insegnano i M.A.S.K., “The illusion is the ultimate weapon”.